Studio da casa? Gli ebook della maestra mpm

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Uno, nessuno e 120.000 E poi?


Un Ministro, nessun progetto e 120.000 licenziamenti. Questa tabella sintetizza i tagli alla scuola italiana previsti nel 2008 dallo "Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione".
Più di metà dei tagli era previsto nella scuola primaria. Ad oggi dovremmo essere vicini ai 98.000 "licenziamenti" eseguiti, il prossimo anno scolastico ne rimarrano 24.000.
Abbiamo pubblicato questa tabella nell'ottobre 2008 e in quel periodo abbiamo seguito le cronache politiche e sindacali: nessuna protesta si è attivata fino a quando è nato il movimento degli studenti medi. Anche questo movimento, però, non ha mai coinvolto la scuola primaria che ha subito tutti i tagli previsti senza che alcuno ne prendesse le difese.
E' oggi realtà accettata il ridimensionamento del tempo pieno, la distruzione del "modulo", il sovraffollamento e la dequalificazione di quello che era il tratto migliore del percorso scolastico italiano.
La situazione è tragica ma non è seria; folcloristicamente lo dimostrano le manifestazioni di protesta che oggi interessano la fascia universitaria e i precari delle regioni più colpite.
Ma non finisce qui: le scuole paritarie lamentano oggi forti tagli nella prossima finanziaria e dall'altro lato molte Regioni stanno finanziando progetti della scuole per assorbire i precari licenziati. Anche i genitori occupano scuole chiuse per chiederne la riapertura.
Insomma una società ancora una volta piu' avanti di chi la sta guidando e che ha solo bisogno di modelli da discutere e nuove proposte per il futuro.
E' quello che sta succedendo per esempio in Inghilterra dove i tagli alle scuole sono accompagnati dal rilancio di modelli di istruzione più economici come le "free schools", dalla riorganizzazione scolastica svedese, più centralistica o da modelli originali e innovativi come le ele-medie di Kansas City negli USA.
Una volta, fuori dal Ministero, esistevano gli uffici studi dei sindacati, gli istituti di ricerca sulla didattica, proposte ideologiche; oggi ci attendiamo proposte reali che vengano dal basso se vogliamo influenzare l'azione del prossimo governo in favore della scuola. Altrimenti dobbiamo attenderci la prossima "riforma" inventata in 24 ore da qualche "cattivo maestro" che ci costringerà di nuovo a diventare faziosi e protestatari, eterni passeggeri di questo scuolabus impazzito senza guidatore che è diventata la scuola italiana.

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