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Roma Maker Faire La fiera dei giovani inventori



Maker Faire è il più grande spettacolo (e racconto) al mondo, una vetrina per famiglie di invenzioni, creatività e intraprendenza e la celebrazione del movimento maker.
MAKER FAIRE è nato nel 2006 nella zona di Bay Area di San Francisco come un progetto della rivista Make. È il luogo dove persone di tutte le età si riuniscono per mostrare ciò che stanno facendo e condividere ciò che stanno imparando. 


Il primo Maker Faire si è tenuto a San Mateo, in California, e altre quaranta Maker Faire su larga scala si svolgono a livello globale: da Roma, Berlino, Parigi, Tokyo, Shenzhen – per citarne alcuni— e oltre 180 Mini Maker Faire vengono realizzate nel resto del mondo guidate dalla comunità dei maker e organizzate in modo indipendente.

È un evento che unisce scienza, fantascienza, tecnologia, divertimento e business dando vita a qualcosa di completamente nuovo. È anche una fiera, in cui business, education e consumer si mescolano e creano una magica alchimia: si impara, ci si diverte e si fanno affari.

Maker Faire Rome – The European Edition è il più grande Maker Faire al di fuori degli Stati Uniti ed il secondo al mondo per numero di visitatori con 105 mila presenze registrate nell’edizione del 2018.
E’ un evento pensato per accendere i riflettori su centinaia di idee e progetti provenienti da tutto il mondo in grado di catapultare i visitatori nel futuro.

Non solo una fiera per addetti ai lavori, quindi, a Maker Faire Rome si possono trovare invenzioni in campo scientifico e tecnologico, biomedicale, manifattura digitale, internet delle cose, alimentazione, agricoltura, clima, automazione e anche nuove forme di arte, spettacolo, musica e artigianato.

Il pubblico può scoprire, inventare, creare e percepire come sarà il futuro che ci aspetta. L’innovazione diventa alla portata di tutti attraverso percorsi esperienziali in cui i visitatori, compresi i più piccoli, sono parte integrante della manifestazione stessa.


Per saperne di più cliccate qui.

 

Il Coding nella Scuola Primaria

Nel dibattito sul coding a scuola interviene @Forchielli,  Mandarin Capital Partners, MD. Harvard Business School, MBA. Bangkok -- Boston -- Bologna
https://twitter.com/Forchielli/status/1148916290523926530

https://twitter.com/ciaomaestra/status/1149163072134815744

Anche lui non sa che nella scuola primaria italiana ci sono tanti maestri/e che fanno molta innovazione, un po' soli, un po' abbandonati ...

CODING IN UNA PRIMARIA DI SINGAPORE








CODING NELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANA
... anche se con molti margini di miglioramento!

Addio alle note nella scuola primaria

Lo stop a note sul registro e sospensioni per i bambini delle scuole elementari è stato stabilito da un emendamento al ddl che introduce l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole. Nello specifico viene abrogata una norma del 1928 che prevedeva punizioni che vanno dalla nota sul registro con comunicazione scritta ai genitori, sospensione da scuola da uno a dieci giorni di lezione, esclusione eventuale dagli scrutini o esami, espulsione dalla scuola con perdita dell'anno scolastico.
Di fatto tali punizioni erano rarissime, nell'Italia di oggi, tra i banchi degli alunni delle elementari ed erano peraltro già state di fatto superate dai regolamenti d'istituto previsti dal Testo Unico della scuola del 1994 per tutti gli istituti.


Ecco una piccola rassegna stampa:

"Rob-O-Cod" Torneo di coding su Rai Gulp

https://www.rai.it/ufficiostampa/articoli/2019/04/Rob-O-Cod-cda7bf44-6f67-4b19-88d0-8b9d58f98fd6.html

Ora il coding diventa una sfida: su Rai Gulp debutta domani lunedì 29 aprile alle 17.55 il game-show Rob-O-Cod. Sedici squadre di ragazzi, divise in quattro gironi, partecipano a questo torneo di coding che si sviluppa in 28 puntate.
Team composti da giovanissimi programmatori di 12 anni,  i Robocoder, provenienti dalle scuole di tutta Italia, si sfidano su campi di gara ispirati a mondi fantastici.


Siamo un Paese ignorante?


Sembrerebbe di si. E non ce ne vergogniamo, anzi ce ne vantiamo pure.
Articolo di Giorgio Cavalli: https://www.tpi.it/2019/04/20/italiani-popolo-ignoranti/

Come insegnare ai bambini a difendersi dalle bufale


Riprendiamo un articolo di wired.it  su un tema che è molto attuale, soprattutto in campo medico:  Così si insegna ai bambini come difendersi dalle bufale

Molto istruttivo e divertente il video su Lancet che riporta un esperimento nelle scuole ugandesi che dimostra come è possibile insegnare ai bambini (e i loro genitori) a usare efficacemente il pensiero critico in medicina



NB: Il video è in inglese ma con le impostazioni di YouTube potete anche mettere i sottotitoli tradotti in italiano.



Il vero esame di maturità di un insegnante di sostegno

Il video della maturità di Francesco, ragazzo autistico è diventato virale nel web.
E' la conclusione di un percorso che solo la scuola italiana ha deciso di fare con gli insegnanti di sostegno per ogni livello. Ogni maturità diventa così un successo per tutti.

Rapporto Invalsi 2018


"Invalsi 2018, i migliori risultati nelle scuole delle Nord. Preoccupanti gli esiti di Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna"
L'Invalsi ha pubblicato il Rapporto 2018.
Lo potete scaricare qui:

http://www.invalsi.it/invalsi/doc_evidenza/2018/Rapporto_prove_INVALSI_2018.pdf



Questa scuola non è equa! Servirebbe un esame di coscienza nazionale e collettivo.



Blue Whale non ha indotto suicidi giovanili

Vista l'importanza del tema, correggiamo anche noi le notizie su Blue Whale che hanno avuto anche la cassa di risonanza della trasmissione"Le Iene".
  • Qui Valigia blu parla di Blue Whale: la leggenda urbana, gli errori delle Iene e come i media dovrebbero parlare di suicidio
  • Qui Wired.it ripercorre la storia del fenomeno Blue Whale nel mondo fino alle ultime segnalazioni
  • Qui Paolo Attivissimo spiega e contesta quanto detto nella puntata del programma Le Iene che ai primi di ottobre è tornato a parlare del cosiddetto Blue Whale Challenge (BWC)
In pratica non ci sono prove che il fenomeno Blue Whale porti o abbia portato a suicidi giovanili guidati.  Il problema dei suicidi giovanili è aperto, molto complesso e non semplificabile.
Le Iene, programma di varietà senza obbligo di portare le prove, va preso per quello che è: ricerca del pubblico e sensazionalismo.


Emozioni e apprendimento


"Mi chiedo cos’ho di diverso dagli altri bambini, perché mi dicano poco inserito. Non ci avevo ancora pensato che gli altri sono inseriti e io no.” Con queste parole il professore Giovanni Campana descrive se stesso bambino. Nel libro dal titolo Sul quì e sul quà (eBook delle edizioni Elison Publishing 2015), il professore ci racconta la Storia di un terribile naufragio scolastico e di una grande amicizia, la sua storia di bambino che vive in modo lacerante le proprie difficoltà scolastiche,
(recensione in Orizzontescuola.it: Le emozioni come energia che “muove” all’apprendimento)

Un articolo di Campana (Il ruolo delle emozioni nella motivazione all’apprendimento)
su blog.edises.it introduce bene il libro. Se parliamo di motivazione all’apprendimento scolastico, vale la pena ricordare che ogni atto mentale ha una componente emotiva, ed è proprio grazie a questa che l’individuo viene orientato e “mosso” verso un certo scopo. L’apprendimento non fa eccezione.

Gli argomenti dell'articolo

    L’unità del nostro Sé: un obiettivo che perseguiamo in ogni momento
    L’emozione come energia della nostra vita
    L’intensità dell’emozione: l’importanza dello “stato emotivo di base”
    Le tre vie della motivazione
    La prima via della motivazione: il piacere di apprendere
    La seconda via della motivazione: il successo nell’apprendere
    La terza via della motivazione: la conferma da parte del docente
    Come approfondire il ruolo delle emozioni nella motivazione all’apprendimento
    Motivazione all’apprendimento: il ruolo delle emozioni 


Le lezioni multimediali di Ciao Bambini

Molte visite di istruzione vengono fatte in Finlandia da insegnanti e funzionari ministeriali italiani alla ricerca di novità salvifiche per la scuola italiana. Ma siamo così incapaci e senza idee, in questo Bel Paese?  Nelle ultime classifiche OCSE-PISA, se ben vediamo i dati regionali, i liceali del Nord-Est sono alla pari di quelli finlandesi. Perchè non visitare e studiare le scuole del Triveneto alla ricerca delle eccellenze italiane?
Ma andiamo sul pratico. Da anni Ciao Bambini propone materiali e risorse didattiche sia producendo materiali propri sia rilanciando il meglio che troviamo nel web; crediamo di essere utili e di stimolare un'evoluzione didattica graduale e innovativa.
La maestra mpm usa queste risorse quotidianamente verificandone l'attualità e la utilità; oggi postiamo un breve video amatoriale che abbiamo fatto per mostrare come, a partire da un semplice pdf autoprodotto con link a materiali didattici del nostro sito, si possono fare oggi lezioni interattive multimediali.



Il metodo è semplice: fissato un argomento, un pdf raccoglie i link ai post e ai materiali di archivio o in rete in un'unica schermata.
Da qui si scelgono velocemente i grafici, video, schede, ecc. da lanciare per una o più lezioni.
Una stampante di classe può produrre subito schede cartacee da compilare; se ci sono tablet o pc di classe ogni alunno può scegliere approfondimenti personali o schede facilitate fra quelle proposte.
Un po' di caos creativo sarà il clima migliore per far operare la classe 2.0.

Analfabeti funzionali, il dramma italiano

Sono capaci di leggere e scrivere, ma hanno difficoltà a comprendere testi semplici e sono privi di molte competenze utili nella vita quotidiana. Nessuna nazione in Europa, a parte la Turchia, ne conta così tanti. Tutti i numeri per capire la dimensione di un fenomeno spesso sottovalutato. (altri dati e articolo completo qui)
 
Hanno più di 55 anni, sono poco istruiti e svolgono professioni non qualificate. Oppure sono giovanissimi che stanno a casa dei genitori senza lavorare né studiare. O, ancora, provengono da famiglie dove sono presenti meno di 25 libri.



Sono gli analfabeti funzionali (low skilled), quegli italiani che non sono, per esempio, in grado di capire il libretto di istruzioni di un cellulare; è “low skilled” più di un italiano su quattro e l'Italia ricopre una tra le posizioni peggiori nell'indagine Piaac, penultima in Europa per livello di competenze (preceduta solo dalla Turchia) e quartultima su scala mondiale rispetto ai 33 paesi analizzati dall'Ocse (con performance migliori solo di Cile e Indonesia).
Dovrebbe far riflettere anche la distribuzione degli analfabeti funzionali italiani (%), per area geografica di residenza, in comparazione con gli high skill. Le maggiori percentuali si riscontrano al Sud e a Nord Ovest dell'Italia. Fonte: Inaap su dati Ocse-Piaac
(articolo completo de L'Espresso qui)

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