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Il mondo della fiaba: spunti, schemi e modelli

Dopo aver compreso la struttura delle fiabe siamo ora pronti per la creazione di nuovi racconti. Ecco una serie di spunti ed idee per la realizzazione di fiabe:
schema guida per scrivere una fiaba
suggerimenti per scrivere una fiaba
continua la fiaba - la fiaba spezzata
scambio di ruoli
tamara e il drago esempio di fiaba collettiva
stampa e colora le carte di Propp per realizzare le tue fiabe

leggi le fiabe a fumetti di Umberto Forlini:
Hansel e Gretel - il gatto con gli stivali

Primi libri

"Primi libri" è un semplice programma che consente di creare libri elettronici autoeseguibili (creato da P.Farri e S. Sbroggiò). E' scaricabile dal sito vbscuola.it
Ecco il libro realizzato dai bambini della 1^: AM_TI_MANGIO.zip

Il testo informativo

Scheda didattica che spiega la struttura del testo informativo: testo_informativo.pdf
Ecco come Eric e Chiara hanno sviluppato il testo sull'effetto serra partendo dallo schema:
leggi il testo di Eric
leggi il testo di Chiara

I vasi greci a Trieste

Ecco quello che abbiamo visto:  

MISTERI AL CASTELLO - 3^puntata

Per fortuna il nostro Rimau conosce il tedesco...

Anna chiese:"Ce lo traduci in italiano?"
"OK"- rispose Rimau
" SCOPRI IL PASSAGGIO SEGRETO CHE IN UN'ALTRA STANZA TI PORTERA'. GIRA IL TESCHIO TRE VOLTE E IL TESORO MALEDETTO COMPARIRA' "


Ci mettemmo alla ricerca del passaggio segreto. Matteo, stanco morto, si appoggiò al muro; un mattone rientrò e si aprì il pavimento. Cademmo su una cosa morbida, tutta verde: era una gigantesca pianta dalle foglie molto lunghe e dai fiori bianchi e rosa. Le bambine esclamarono in coro:"OooH che meraviglia!"
I maschi criticarono disgustati:"Che colore disgustoso, meglio il rosso Ferrari!"

Daniele saltò giù dalla pianta e scoprì una botola; uno dopo l'altro ci calammo
giù alla ricerca del teschio.
Damiano lo scoprì dentro un armadio: era uno scheletro in
smoking; girò il teschio tre volte, un raggio di luce avvolse tutta la stanza e illuminò un vecchio baule che Ivan si affrettò ad aprire.
Dentro c'era un tesoro fantastico di inestimabile valore.

Giacomo si ricordò che il tesoro era maledetto: non bisognava toccarlo!
TROPPO TARDI: Anna e Nermin presero alcune monete.
L'ombra riapparve: gemeva e sospirava e a mano a mano che passava il tempo si rimpiccioliva sempre di più fino a scomparire.

Si aprirono le finestre e le porte; il castello si illuminò con la luce del sole. Noi prendemmo più gioielli possibile e scappammo fuori.

Trovammo ad attenderci tutti i genitori, la preside, la mamma della maestrek, il webmaster, la polizia e i carabinieri.
Consegnammo il tesoro perché venisse portato al museo della città. Stremati, infreddoliti ed affamati ce ne ritornammo a casa.

MISTERI AL CASTELLO - 2^puntata

Terrorizzati entrammo nel lungo corridoio. Nella penombra scorgemmo una porticina. Lucrezia, che non sta mai ferma, aprì la porta ... SCREEK..., davanti ai nostri occhi apparve un'antica biblioteca. La luce della luna filtrava da una fessura nel muro e illuminava un libro molto grosso senza titolo nè autore.

Rimau lo prese e improvvisamente la libreria girò, tutti restammo a bocca aperta nel vedere Rimau girare assieme alla libreria. Rimau non si scoraggiò e si guardò intorno: vide una scala di legno e vi salì.
Giovanni prese il libro accanto sperando che la libreria si girasse, ma non successe nulla.
Rebecca propose allora di salire tutti sulla pedana e di cercare un altro libro che la facesse girare. Ribaltammo tutti i libri facendo una gran confusione, mentre Chiara, arrampicata sul terzo scaffale, cercava di prendere un libro che però non si muoveva. Demian andò in suo aiuto e si accorse che sulla copertina c'era un pulsante. Lo premette e la libreria si girò, ma di Rimau neanche l'ombra.
La maestrek grido:"Rimau, dove seiii!!!"
Una vocina lontana rispose:"Salite le scale... ale... ale... ale, sono al piano di sopra... sopra... sopra... sopra".

Salimmo anche noi e trovammo Rimau con una pergamena in mano."Sono inciampato su un sasso, sotto il sasso c'era questa pergamena" ci spiegò "Io l'ho già aperta, è scritta in tedesco!"

"FINDE DEN GEHEIMGANG DER DICH IN EIN ANDERES ZIMMER BRINGEN WIRD. DREHE DEN SCHADEL DES SKELETT'S DREI MAL UN DER VER WUNSCHENE SCHATZ WIRD AUFTAUCHEN"

QUALE MISTERO NASCONDE LA PERGAMENA?
LO SCOPRIRETE NELLA 3^ E ULTIMA PUNTATA

LIBRO-GAME

I bambini della 3^hanno scritto un libro game ambientato nella preistoria. Si intitola "Un'avventura del paleolitico"
Se vuoi anche tu leggere il racconto clicca sulla scritta qui sotto

librogame

della serie "avventure e mistero"


In un bosco fitto ed intricato, dove la luce solare non penetrava, viveva una farfalla con le ali d’oro ed il corpo cristallino, unica nella sua specie, diversa da tutte le altre ed immortale.
Nel passato ne erano esistiti diversi esemplari, però, a causa dell’inquinamento, solo lei era rimasta in vita.
Un giorno un avventuriero andò in questo bosco e vide la rarissima farfalla; dopo, rientrando in città, sparse la voce dell’esistenza di quell’incredibile creatura.
Allora alcuni cittadini provarono a catturare la farfalla con tutta una serie di reti di diversa forma e dimensione.
Un ragazzo insistente riuscì a trattenerla con la rete; si aprì all’improvviso un varco nel cielo: c’erano fulmini e si sentiva il rombo dei tuoni. Dopo un paio di minuti cominciò a piovere ed il bosco si allagò; il ragazzo ed i suoi compagni cercarono di scappare, ma i rami bloccarono l’uscita.
Quindi, come per magia, gli uomini vennero trasformati in lingotti d’oro.
Il giorno seguente l’acqua si prosciugò ed i rami sbloccarono l’entrata.
I familiari, con angoscia e timore, cercarono i loro figli, ma non trovarono i loro corpi; invece trovarono dei lingotti d’oro.
I familiari non riuscirono mai a comprendere quel mistero creatosi nel bosco e si chiesero per tutta la vita cosa fosse accaduto ai loro cari.

PIERO ETIENNE THOMAS NICOLE

Della serie "piccoli brividi"...

UN SOGNO INQUIETANTE
classe quarta

La sera di Halloween, Lucy e suo fratello Alex, vestiti una da strega e l’altro da mummia, erano ad una festa, invitati dai loro amici.
Tornando a casa, (dopo la festa) nel buio della notte, andarono a dormire cercando di non svegliare i loro familiari.
Improvvisamente Lucy si svegliò, a mezzanotte in punto. Aveva paura, perché avendo solo cinque anni era piccola e fragile e non sapeva a chi rivolgersi nel cuore della notte. Probabilmente tutte quelle maschere mostruose presenti alla festa, le avevano creato davvero timore!
Fortunatamente dopo un po’ ritornò a dormire; allora, in quel momento, un brutto sogno ebbe vita!
Lei e suo fratello si trovavano in una vecchissima casa abbandonata. In giardino la terra tremò. Delle braccia e teste spettrali salirono in superficie dal terreno e andarono incontro ai bambini. In una via lì vicino, Lucy scorse un cartello con questa scritta: -Pericolo! In quella casa nessuno potrà entrare o i mostri dovrà affrontare!
I bambini entrarono nell’abitazione spettrale pieni di paura. Sentirono provenire dalla sala da pranzo una dolce melodia prodotta dal pianoforte. Pian piano si avviarono verso la musica di Mozart. Nella camera, però, nessuno suonava, anzi, c’era solo un grande organo molto polveroso.
Ai due fratelli venne molta paura, tanto che incominciarono a sudare freddo. Decisero di andare avanti, perché erano molto coraggiosi.
Avanzarono sempre di più, fino a ritrovarsi nella stanza da letto. Esplorarono tutta la casa. Quando però scesero le scale, Alex aveva il presentimento che qualcuno li spiasse. Si girò, ma non vide nessuno. Aveva di nuovo quella sensazione ed anche Lucy si accorse che i quadri erano paranormali, infatti, i loro occhi si muovevano.
Impaurita, ella avvertì suo fratello dell’accaduto e velocemente scesero di sotto, dove, con loro grande stupore, videro un laboratorio segreto. Provarono ad aprirlo, ma niente da fare: aveva una parola d’ordine.
Dissero di tutto per riuscire ad entrare, quando Lucy si ricordò del cartello. Allora pronunciò ad alta voce queste parole: - In quella casa nessuno potrà entrare o i mostri dovrà affrontare.
Improvvisamente la porta si aprì ed i bambini gridarono: - Finalmente!
Lì trovarono delle mummie bendate con fasce di lino e poste in sarcofagi. Trovarono tutte le cose più assurde, come modellini di fantasmi, che con uno speciale marchingegno diventarono trasparenti, incluso un teletrasporto, utile per liberarsi di quel sogno.
Lo presero… In quell’istante Lucy si svegliò. Il sogno era finito!

SOFIA ALESSANDRO MATTEO STEFANIA

dalla cl. IV "PICCOLI BRIVIDI"

LA CASA ABBANDONATA
Una famiglia doveva trasferirsi e quindi si rivolse ad un’agenzia immobiliare. Dopo aver visitato una serie di abitazioni, ne trovò una a basso prezzo, ma non era consigliata…
Contraddicendo l’agente immobiliare, i signori Brambilla la andarono a vedere.
Entrando nel cancello scricchiolante ed arrugginito, i Brambilla videro cespugli con rovi ed alte ortiche; tuttavia, nonostante fossero impauriti, entrarono nella casa.
Videro molte ragnatele su cui erano appesi grossi ragni, grandi ratti che camminavano sui piedi e correvano veloci tra le loro gambe.
La famiglia, mise il piede su una botola instabile, che si ruppe facendo cadere gli avventurieri su un materasso polveroso; essi si guardarono intorno e videro materassi e cassetti rotti.
Trovarono una scala a chiocciola: era l’uscita; essi non desideravano altro che trovarsi all’aperto e terminare quell’infelice avventura.
La scala a chiocciola aveva le tarme, perciò alcuni pezzi crollarono, provocando ai Brambilla delle cadute e dei forti dolori.
Essi trovarono delle lenzuola vecchie e sporche, così le lanciarono all’uscita; riuscirono a conficcarle su saldi perni e si aggrapparono ad esse per risalire.
Finalmente uscirono da quella stanza paurosa!
Arrivarono al piano superiore quando si resero conto che le loro gambe quasi non reggevano più; i signori si chiedevano se il tremore fosse causato dalla frattura o dalla paura.
Fortunatamente, passò di lì un’ambulanza che li portò all’ospedale. Lì li ingessarono e terminarono quella brutta avventura.
Da allora questa famiglia perse l’abitudine di visitare case abbandonate.
Così fecero costruire un’abitazione secondo le loro esigenze.

ALICE, KRISTIAN, LORENZO, SALVATORE, MICHELA

PERDUTI! - CL.IV

Siamo cinque fratelli, che un mattino di maggio, essendo una bellissima giornata, durante una gita scolastica camminavano sotto il sole primaverile, sulle Dolomiti.
La guida aveva la pianta del territorio per arrivare ad una cima molto elevata su cui erano poste delle stelle alpine, per fotografarle.
Noi cinque, cioè Max, Jack, Lulù, Lara e Sara, eravamo molto entusiasti già da giorni di partecipare a questa gita!
Sono le 11.00 e quindi tra poco avremmo dovuto trovare un rifugio per pranzare.
Dopo aver camminato a lungo, ci fermammo per capire dove fossimo arrivati. Finalmente! Mancavano soltanto 500 metri per la cima più elevata, dopo avremmo dovuto attraversare un bosco fitto e scuro in cui c’erano molti animali d’alta montagna, come ad esempio camosci e stambecchi. Dopo il bosco avremmo trovato le delicate e rare stelle alpine.
Dopo il riposo ci alzammo in piedi e continuammo a camminare, fino a raggiungere la cima.
Ci perdemmo e la mappa era volata via! La mia lampadina si era accesa!
La nostra mamma ci aveva messo nello zaino una ricetrasmittente per le emergenze; quella era l’occasione adatta per usarla!
Ci dividemmo in cinque gruppi, così se uno avesse trovato la strada giusta, con la ricetrasmittente avrebbe potuto avvisare gli altri.
Noi cinque fratelli eravamo uniti in un unico gruppo.
Noi trovammo una caverna, un altro gruppo si trovò in un labirinto creato dalla folta vegetazione, un altro ancora si perse e si ritrovò con il precedente.
Noi finalmente individuammo la strada esatta e chiamammo gli altri per dirglielo.
Gli fornimmo le indicazioni per arrivare al nostro punto:- a destra, sinistra, avanti diritti per circa 800 metri, di nuovo a destra. Erano arrivati!
Fotografammo le stelle alpine e Max e Jack impiegarono tutto il tempo per cercare di rintracciare un posto da cui chiamare soccorso, ma non lo trovarono!
Rimanemmo lì per tutta la notte e senza mangiare né il pranzo né la cena!
Per fortuna avevamo la nostra sirena, nel senso che prendemmo uno scoiattolo e lo mostrammo ad una compagna, Alice, che si mise a gridare per lo spavento e immediatamente cinque elicotteri vennero a prenderci.Infine ci schiantammo sulle Dolomiti! Per questo sulle montagne ancora oggi ci sono i solchi!
GIULIA ELISON ASIA DANIEL MARCO

Un compleanno da brivido - cl IV

A partire da oggi, lo spazio del martedì è dedicato ai bambini della classe IV che, assieme alla maestra MARNA, hanno scritto dei bei racconti.

UN COMPLEANNO DA BRIVIDO

Un giorno, una nonna telefonò al nipote perché era il suo compleanno e lo invitò a festeggiarlo nel suo castello privato con amici e parenti.
Mentre il festeggiato e gli invitati stavano arrivando, la nonna stava preparando uno scherzo: illusioni ottiche con mostri, fantasmi, vampiri!
Appena Luca, il festeggiato, suonò il campanello, gli aprì la porta Frankenstain, il maggiordomo, che condusse gentilmente gli invitati nel salotto e da lì iniziò il gioco delle illusioni ottiche.
Ad un certo punto la nonna si travestì da fantasma ed iniziò a dar spettacolo.
Dopo un po’ i quadri si muovevano, così facevano pensare alla presenza di veri fantasmi. Anche le luci ondeggiavano, così creavano timore ai presenti, che desideravano abbandonare al più presto quel castello infestato.
Gli invitati erano quasi riusciti a scappare, quando la nonna si tolse il travestimento, fermò i parenti e disse loro che era stato tutto uno scherzo: mostri, fantasmi e vampiri erano tutti illusioni ottiche!
Luca chiese alla nonna chi si fosse travestito da Frankenstain e la nonna rispose:- Era il nonno!
Dopo continuarono la festa in modo normale: giocarono, ballarono ed infine mangiarono la torta.
Luca non aveva mai messo in dubbio la serietà dei propri nonni e nella sua mente non c’era mai stato il sospetto che essi sarebbero stati capaci di divertirsi come dei ragazzini!
PIERO ETIENNE THOMAS NICOLE

Dai quaderni di Valentina e Damiano - cl III

Il cucciolo Leo
Un giorno sono andata dal veterinario per vedere perchè il cane era sempre "per le sue". Il veterinario disse che era incinta. Dopo un po' di giorni nacque il piccolo bernese e lo chiamammo Leo. Giocavamo un po' insieme, mi faceva sempre ridere. Ha gli occhi marroni, il pelo nero talmente folto che sembra una pizza, le zampe e le orecchie marrone scuro, il petto e la puntina della coda bianchi. Leo mangia qualsiasi cosa tipo uccelli, carne, crocchette diabetiche e le sue normali crocchette per cuccioli.
VALENTINA

Dal quaderno di Ivan-classe III

IL MIO CANE: TEA
Un giorno mio papà mi aveva detto che un suo collega aveva dei cuccioli da vendere. Io che ne volevo tanto uno, chiesi se lo potevamo prendere. Mia mamma e mio papà mi risposero di si. Il sabato dopo andammo a casa del collega di mio papà per vedere com'era il cucciolo.
Una volta arrivati, il collega del papà ci accolse molto bene, ci portò i cuccioli e io scelsi quello diverso. Era una femmina piccola come tutti gli altri cuccioli, con il pelo morbido. Tremava come se fosse al Polo Nord!
Adesso è diventata grande, si chiama Tea, è di razza bretone, ha gli occhi marroni e una certa passione per i dolci e le cose che mangiamo noi.
Dorme sul lettone di mia mamma e di mio papà, mangia sulla tavola e va ogni mattina a fare una passeggiata con mia nonna e un cane suo amico (diciamo fidanzato) che si chiama Roki. Quando cammina "va un po' storta" e quando gli occhi le diventano grandi è così tenera che non posso fare a meno di accarezzarla. Trova sempre ossi, l'ultimo che ha trovato era un pezzo di colonna vertebrale di piccola taglia.
Devo dire che è una cagnolina veramente tenera.
IVAN

RACCONTI GIALLI

Dopo una lunga sequenza di libri game, che ne dite di cambiare genere? Da oggi si parte con i gialli.
Omicidi, detectives, investigazioni, sospetti, ... sono sicura che vi piaceranno.
Quella di oggi è una serie di brevi racconti scritti dai ragazzi, anzi, dagli investigatori di due scuole primarie.
La notte era buia e tempestosa...
ic16verona.gov.it
sites.google.com/site/scuolacamino

IL GRUPPO DI MADEUS
Ciao a tutti, sono un bambino del paleolitico e mi chiamo Madeus. Vivo nelle grotte. Del mio gruppo sono quello che lavora di più, allora mi chiedono sempre di accendere il fuoco. Io lo faccio grande, perciò sono tutti felici.
Un giorno, con il mio gruppo, sono andato a caccia e, ad una certo punto, abbiamo trovato un enorme mammut. Uno dei cacciatori ha detto:" Questa è una bellissima preda, presto attacchiamolo!!" Io ho avuto molta paura: il mammut, sbarazzatosi dei cacciatori, si dirigeva verso di me. Mi sono messo a correre velocissimo verso un altro gruppo di cacciatori per chiedere aiuto. Loro sono usciti dalla grotta e hanno fatto un'enorme buca. Il mammut è scivolato dentro e i cacciatori hanno cominciato a buttare sassi e lance. Il mammut è sconfitto, noi abbiamo preso le pelli e con tutto il grasso abbiamo fatto da mangiare.
GIOVANNI - classe III

LE QUATTRO STAGIONI DEL CARSO - cl V

Il mio Carso d'inverno è gelido, perde tutti i suoi colori, lasciando alla vista un groviglio di arbusti e qualche albero sempreverde. La terra è umida, calpestata dai piedi delle persone in cerca di muschio per arricchire il proprio presepe. I camini delle case fumano solitari, nel paesaggio spesso innevato. Nelle giornate limpide si vede la pianura fino al mare e il campanile di Aquileia.
A primavera il mio Carso e allegro. Non c'è più il silenzio che fa riflettere, ma i canti gioioso degli uccelli. Fra le erbacce, lasciate dall'inverno, inizia a spuntare l'erba fresca e qualche timido fiorellino: margherite, bucaneve, primule gialle e il sommaco si riveste di fiori bianchi. Splende una luce dorata attraverso le nuove chiome degli alberi e ogni tanto, se si è fortunati, si vedono i teneri cuccioli di animaletti selvatici, fare capolino tra i cespugli.
Il mio Carso d'estate è fresco e molti amano passeggiare attraverso i suoi sentieri. Noi bambini ci divertiamo, con le bici, a scoprire nuovi posti segreti, facendo attenzione alle zecche. I fiori diventano bacche e more, cambiando di nuovo i colori del paesaggio


In autunno il mio Carso offre uno spettacolo magnifico: ogni singola foglia sembra una gemma, ognuna diversa dall'altra per forma e colore. Il paesaggio assume tutte le tonalità del giallo, dell' arancione, del rosso e del marrone; sembra che un pittore si sia divertito a schizzare la sua tela con questi colori. Su tutto trionfa il rosso sommaco. Dopo le piogge spuntano i funghi e gli alberi non ancora del tutto spogli, si preparano al lungo riposo
invernale.
Il tramonto chiude i sogni di ogni giornata, ma non lo spettacolo magico del mio Carso.
Testo scritto da: Debora, Veronica, Gloria, Giacomo, Gianmarco, Isa e la collaborazione della maestra Anna
Le foto sono state fornite da Giacomo

Vedi anche i nostri eBook di geografia

IL MIO PICCOLO CANE di Veronica G. - classe V


Stavo facendo i compiti e ad un tratto ho guardato il mio cane Nuvolina nella sua cuccia e mi sono ricordata di quando era appena arrivata, era piccola piccola e molto impaurita.
Io stavo con lei dentro la cuccia e la coccolavo.
Era molto vivace e un po' dispettosa. Non voleva bere l'acqua, ma solo il latte.
Ora ha due anni ed è più dispettosa.
Anche adesso è molto bella e buona, tutti mi dicono:"Ma che bella cagnolina, come si chiama? Di che razza è?"
Beh, però per essere ancora più brava, invece di ronfare, potrebbe anche aiutarmi!

LA PIOGGIA di Veronica V. (classe V)


Le nuvole nere:da lì provengono le gocce, la pioggia.
Batte forte sui tetti delle case.
Le piccole goccioline d'acqua riempiono piano piano i giardini e a talvolta le cantine. Piccole gocce diverse tra loro, come ogni essere umano.
La pioggia piò essere d'aiuto ai contadini per il lavoro nei campi. Ma può essere anche una nemica pericolosa, quando si scaglia con tutta la sua forza, come per vendicarsi per tutte le giornate che le abbiamo negato.

NEVE di Debora S. - classe V


La neve è bianca e lucente come le nuvole . Sembra fatta di panna.
Tutti i bambini la guardano posarsi sulle case avvolgendole.
Quando passa la neve sembra aver fatto un incantesimo perchè tutto diventa più tranquillo.
I primi luoghi che la neve sceglie per atterrare sono i piccoli paesi di montagna, dove i bambini, l'ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze di Natale, vanno a divertirsi con la slitta.
La neve che io osservo ammutolita dalla finestra ha molto da raccontare, infatti lei vede tutto dall'alto.
Se un fiocco di neve sapesse parlare tutti lo ascolterebbero affascinati.

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