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#coding E' l'Ora del Codice

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I nostri EBOOK

Blue Whale non ha indotto suicidi giovanili

Vista l'importanza del tema, correggiamo anche noi le notizie su Blue Whale che hanno avuto anche la cassa di risonanza della trasmissione"Le Iene".
  • Qui Valigia blu parla di Blue Whale: la leggenda urbana, gli errori delle Iene e come i media dovrebbero parlare di suicidio
  • Qui Wired.it ripercorre la storia del fenomeno Blue Whale nel mondo fino alle ultime segnalazioni
  • Qui Paolo Attivissimo spiega e contesta quanto detto nella puntata del programma Le Iene che ai primi di ottobre è tornato a parlare del cosiddetto Blue Whale Challenge (BWC)
In pratica non ci sono prove che il fenomeno Blue Whale porti o abbia portato a suicidi giovanili guidati.  Il problema dei suicidi giovanili è aperto, molto complesso e non semplificabile.
Le Iene, programma di varietà senza obbligo di portare le prove, va preso per quello che è: ricerca del pubblico e sensazionalismo.


Emozioni e apprendimento


"Mi chiedo cos’ho di diverso dagli altri bambini, perché mi dicano poco inserito. Non ci avevo ancora pensato che gli altri sono inseriti e io no.” Con queste parole il professore Giovanni Campana descrive se stesso bambino. Nel libro dal titolo Sul quì e sul quà (eBook delle edizioni Elison Publishing 2015), il professore ci racconta la Storia di un terribile naufragio scolastico e di una grande amicizia, la sua storia di bambino che vive in modo lacerante le proprie difficoltà scolastiche,
(recensione in Orizzontescuola.it: Le emozioni come energia che “muove” all’apprendimento)

Un articolo di Campana (Il ruolo delle emozioni nella motivazione all’apprendimento)
su blog.edises.it introduce bene il libro. Se parliamo di motivazione all’apprendimento scolastico, vale la pena ricordare che ogni atto mentale ha una componente emotiva, ed è proprio grazie a questa che l’individuo viene orientato e “mosso” verso un certo scopo. L’apprendimento non fa eccezione.

Gli argomenti dell'articolo

    L’unità del nostro Sé: un obiettivo che perseguiamo in ogni momento
    L’emozione come energia della nostra vita
    L’intensità dell’emozione: l’importanza dello “stato emotivo di base”
    Le tre vie della motivazione
    La prima via della motivazione: il piacere di apprendere
    La seconda via della motivazione: il successo nell’apprendere
    La terza via della motivazione: la conferma da parte del docente
    Come approfondire il ruolo delle emozioni nella motivazione all’apprendimento
    Motivazione all’apprendimento: il ruolo delle emozioni 


Calendario scolastico multietnico

Come ogni anno orizzontescuola.it riassume nel calendario scolastico tutte le date di inizio lezione, termine, festività natalizie e pasquali, ebraiche e islamiche.  (chi lo sa quando cade la festa del "digiuno dei primogeniti?)


Le lezioni multimediali di Ciao Bambini

Molte visite di istruzione vengono fatte in Finlandia da insegnanti e funzionari ministeriali italiani alla ricerca di novità salvifiche per la scuola italiana. Ma siamo così incapaci e senza idee, in questo Bel Paese?  Nelle ultime classifiche OCSE-PISA, se ben vediamo i dati regionali, i liceali del Nord-Est sono alla pari di quelli finlandesi. Perchè non visitare e studiare le scuole del Triveneto alla ricerca delle eccellenze italiane?
Ma andiamo sul pratico. Da anni Ciao Bambini propone materiali e risorse didattiche sia producendo materiali propri sia rilanciando il meglio che troviamo nel web; crediamo di essere utili e di stimolare un'evoluzione didattica graduale e innovativa.
La maestra mpm usa queste risorse quotidianamente verificandone l'attualità e la utilità; oggi postiamo un breve video amatoriale che abbiamo fatto per mostrare come, a partire da un semplice pdf autoprodotto con link a materiali didattici del nostro sito, si possono fare oggi lezioni interattive multimediali.



Il metodo è semplice: fissato un argomento, un pdf raccoglie i link ai post e ai materiali di archivio o in rete in un'unica schermata.
Da qui si scelgono velocemente i grafici, video, schede, ecc. da lanciare per una o più lezioni.
Una stampante di classe può produrre subito schede cartacee da compilare; se ci sono tablet o pc di classe ogni alunno può scegliere approfondimenti personali o schede facilitate fra quelle proposte.
Un po' di caos creativo sarà il clima migliore per far operare la classe 2.0.

Analfabeti funzionali, il dramma italiano

Sono capaci di leggere e scrivere, ma hanno difficoltà a comprendere testi semplici e sono privi di molte competenze utili nella vita quotidiana. Nessuna nazione in Europa, a parte la Turchia, ne conta così tanti. Tutti i numeri per capire la dimensione di un fenomeno spesso sottovalutato. (altri dati e articolo completo qui)
 
Hanno più di 55 anni, sono poco istruiti e svolgono professioni non qualificate. Oppure sono giovanissimi che stanno a casa dei genitori senza lavorare né studiare. O, ancora, provengono da famiglie dove sono presenti meno di 25 libri.



Sono gli analfabeti funzionali (low skilled), quegli italiani che non sono, per esempio, in grado di capire il libretto di istruzioni di un cellulare; è “low skilled” più di un italiano su quattro e l'Italia ricopre una tra le posizioni peggiori nell'indagine Piaac, penultima in Europa per livello di competenze (preceduta solo dalla Turchia) e quartultima su scala mondiale rispetto ai 33 paesi analizzati dall'Ocse (con performance migliori solo di Cile e Indonesia).
Dovrebbe far riflettere anche la distribuzione degli analfabeti funzionali italiani (%), per area geografica di residenza, in comparazione con gli high skill. Le maggiori percentuali si riscontrano al Sud e a Nord Ovest dell'Italia. Fonte: Inaap su dati Ocse-Piaac
(articolo completo de L'Espresso qui)

Siamo tutti Sherlock Holmes? "Cacciatori di bufale", libro per gli indagatori del mistero

http://amzn.to/2vad3D8
"Elementare Watson" era la frase di Sherlock Holmes e non si riferiva alla scuola primaria.
Ma per stimolare la logica e l'uso del metodo scientifico nei bambini questo è il libro giusto. "Cacciatori di bufale" è un libro scritto da Chiara Segré e Fulvia Degl’Innocenti, rivolto soprattutto a un pubblico di ragazzi – e ai loro insegnanti e genitori – con lo scopo di farli diventare veri e propri indagatori del mistero, come Sherlock Holmes, riconoscendo e smascherando notizie infondate e false.

Trovate qui, su oggiscienza la recensione di Michele Bellone
e qui il link al negozio


Prodotti del Domani Ordinate oggi, consegna prevista: 2037+


Dalla crema solare 350+ alla mela con il 3% di vera frutta. Products of Tomorrow offre un’anteprima di quello che potremmo presto trovare al supermercato a causa dei cambiamenti climatici



Products of Tomorrow - The Nature Conservancy from Agência Africa on Vimeo.
I prodotti che potrebbero presto servirci a causa del riscaldamento globale
Così dal Brasile arriva una collezione di prodotti che punta a mettere le mani avanti: Products of Tomorrow, questo è il nome della serie, altro non è che un’anticipazione di quello che potremo verosimilmente trovare sugli scaffali dei supermercati in un futuro prossimo.
Il finto spot pubblicitario è una provocazione che porta la firma dell’associazione brasiliana The Nature Conservancy, che intende sensibilizzare sull’importanza di un’azione collettiva immediata per far fronte all’emergenza climatica. In modo ironico, ma — alla fine dei conti — nemmeno troppo.


Robotica e bambini

https://www.wired.it/gadget/computer/2017/05/25/codemotion-kids-insegna-la-robotica-ai-bambini/
Come si insegna la robotica ai bambini?
La ricetta di Codemotion Kids:
  • quaranta coach sparsi per l’Italia,
  • un team di ricercatori dedicato a temi e strumenti della didattica,
  • lezioni “project based”
da Wired.it

Father and Son, il museo si fa gioco

https://oggiscienza.it/2017/06/08/father-and-son-museo-napoli-videogioco/#prettyPhoto
Da una passeggiata per Napoli ai giorni nostri all'eruzione del Vesuvio a Pompei del 79 d.C.: un videogioco sviluppato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli permette di esplorare varie epoche storiche e diversi livelli temporali.

Father and Son, gioco narrativo in 2D a scorrimento laterale (scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play), racconta la storia di Michael, un ragazzo che, alla morte del padre archeologo, riceve una sua lettera che lo porterà a esplorare Napoli, il Museo e le sue collezioni. Un viaggio attraverso diverse epoche storiche e diversi livelli temporali, dalla Napoli di oggi all’antico Egitto, fino alla Pompei del 79 d.C. nelle ventiquattro ore che precedettero la devastante eruzione del Vesuvio.

da oggiscienza.it


Blue Whale

Blue Whale, un virus nato in rete alimentato dai media (video)
Paolo Attivissimo, giornalista informatico, spiega il fenomeno del Blue Whale, il presunto “gioco del suicidio” che sta spaventando le famiglie italiane. Consisterebbe in una sfida in 50 passi, tra cui atti di autolesionismo, sotto la guida di un “curatore”: l’atto finale dovrebbe essere la morte. Molti esperti della rete sono scettici su origine e natura del fenomeno, ma è necessario stare in guardia. “A furia di parlarne si è creato il mito e se le persone ci credono diventa vero”, avverte Attivissimo (intervista di Maria Rosa Tomasello, video a cura di Andrea Scutellà)

Blue Whale, cosa è e cosa (non) sappiamo davvero finora (repubblica.it)

Blue Whale: la leggenda urbana, gli errori delle Iene

Dopo il servizio delle Iene, il caso Blue Whale – la sfida che spingerebbe gli adolescenti al suicidio – è al centro di discussioni pubbliche e dell’attenzione mediatica. In questo lungo articolo valigiablu.it ha ricostruito come nasce la storia che si configura come una vera e propria leggenda urbana. A oggi non ci sono evidenze di casi di suicidio legati a questa sfida. Analizzando il servizio andato in onda su Italia 1 vengon evidenziati errori, imprecisioni e debolezze giornalistiche.

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Come insegnare ai bambini a difendersi dalle bufale




Un articolo di wired.it  introduce un tema che è molto attuale, soprattutto in campo medico
Così si insegna ai bambini come difendersi dalle bufale
Su Lancet i risultati di un esperimento nelle scuole ugandesi che dimostra come è possibile insegnare ai bambini (e i loro genitori) a usare efficacemente il pensiero critico in medicina



NB: Il video è in inglese ma con le impostazioni di YouTube potete anche mettere i sottotitoli tradotti in italiano.



Oggi Don Milani andrebbe in galera

Da Orizzonte scuola un articolo di Vittorio Lodolo D'Oria
Abbiamo da poco ricordato il cinquantesimo della morte di Don Milani, esaltandone le doti di docente, educatore e pedagogo.
Aldilà dei facili entusiasmi dovremmo essere realisti: oggi la giustizia italiana metterebbe il prete toscano dietro le sbarre per violazione degli articoli 571 e 572 del codice di procedura penale (rispettivamente abuso dei mezzi di correzione e maltrattamenti). Facile dunque cogliere la schizofrenia odierna dell’opinione pubblica che da una parte acclama il burbero parroco di Barbiana, solito ricorrere a sganassoni educativi e ancor più rudimentali metodi correttivi, e dall’altra chiede ergastolo e forca per maestre ultrasessantenni che alzano la voce e allungano qualche scappellotto ai bimbi loro affidati. Una palese contraddizione che  suscita non poche perplessità.

Primi passi nella scienza "Il Piccolo Kit"


http://www.ciaomaestra.it/public/su_18/Depliant.pdf
A Scienza Under 18 ottima iniziativa degli allievi del Liceo Buonarroti di Monfalcone (Prof Manuela Tomadin):
  • hanno ideato, realizzato e fondato una start-up per commercializzare un Piccolo KIT per far realizzare esperimenti ai bambini più piccoli;
  • tengono laboratori per piccoli scienziati (il prossimo il 25 maggio
  • di loro parlano i giornali  
 Che dire, bravi!





Su Melog si parla dei bambini e la scrittura, gli schermi e il gioco. Audio post

Nella trasmissione del 25 aprile, Gianluca Nicoletti a Melog ha parlato a lungo con gli autori di questi libri. Vertecchi fino al min 17, Moriggi fino al min 31 e Angiolino dal 31 in poi.

 http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/riascolta/2017-04-25/melog/gSLA60RSIC

Non si dice nulla di nuovo se si ricorda che larga parte degli apprendimenti acquisiti nel percorso scolastico si perdono in un tempo più o meno lungo. Restano gli apprendimenti che utilizziamo con qualche continuità o quelli che si collegano a specifiche esigenze della vita quotidiana. Quel che dovrebbe destare allarme non è, dunque, che si dimentichino elementi della conoscenza acquisita, ma che fra tali elementi ci siano quelli necessari per acquisirne altri: è il caso della lettura e della scrittura. Da un lato i cambiamenti intervenuti nelle condizioni della vita quotidiana hanno ridotto la necessità di usare il linguaggio scritto, dall'altro i nuovi dispositivi per la scrittura digitale hanno prodotto un progressivo impoverimento delle operazioni mentali necessarie a produrre testi alfabetici. Nelle scuole si vedono bambini che vergano faticosamente i caratteri alfabetici o che non riescono a tracciare sulla carta i numeri nel modo più opportuno per svolgere un'operazione aritmetica. In altre parole, si è interrotta la continuità virtuosa tra l'attività mentale e quella motoria, tra percezione e manualità. Rilevare simili tendenze non significa rifiutare le opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico, ma riaffermare la priorità delle scelte educative rispetto ai condizionamenti del mercato. Partendo da simili considerazioni è stato organizzato dal Laboratorio di Pedagogia sperimentale dell'Università Roma Tre un esperimento didattico che ha coinvolto più di 380 allievi.
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È vero che il web è pericoloso per i bambini? Genitori e insegnanti, che si servono spesso della rete a casa propria e nella vita privata, pare che ne abbiano paura quando si tratta dei loro figli o dei loro allievi. Gli adulti amano la tecnologia, i bambini e gli adolescenti anche, ma, paradossalmente, non riescono mai a usarla insieme. Come uscire da questo "blocco comunicativo" intergenerazionale e riuscire a far sedere genitori e figli e insegnanti attorno allo stesso "desco tecnologico"? In primo luogo sfatando, con una rigorosa analisi scientifica, pregiudizi e timori che non hanno ragione di essere. Questo libro, a cura della prestigiosa Académie des Sciences, è l'equivalente di un insieme coordinato di linee guida ai problemi che può comportare la progettazione e la gestione di servizi rivolti ai bambini e ai preadolescenti che utilizzino tecnologie digitali. Integrando i dati scientifici più recenti della neurobiologia, della psicologia, delle scienze cognitive, della psichiatria e della medicina, allo stesso tempo propone agli insegnanti, agli educatori - ma anche ad esempio al personale sanitario o a quello delle istituzioni museali - raccomandazioni semplici e operative che possano essere di aiuto nei differenti contesti.
   
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È ancora possibile giocare con gli amici e in famiglia senza ricorrere all'ultima novità tecnologica, ma contando su pochi mezzi a disposizione e attivando intuizione e calcolo, psicologia e riflessi, immaginazione e memoria? I giochi con carta e matita rispondo a questa esigenza: oltre a qualcosa per scrivere, servono una manciata di secondi per capire le regole e almeno un avversario da sfidare. Il divertimento nasce spesso dal piacere di mettere in atto tattiche e strategie, ossia di usare e condividere l'intelligenza. Ma qui ci sono anche giochi di deduzione, di bluff, di caccia alle parole: ce n'è per tutti i gusti. Andrea Angiolino, uno dei più eclettici e prolifici esperti italiani di giochi, ne propone una cinquantina più le numerose varianti: giochi da giocare su carta libera, carta quadrettata o a partire da schemi riprodotti con chiarezza nelle pagine del libro. I giochi sono in ordine crescente di difficoltà e i lettori troveranno tutti i grandi classici come Tris, Battaglia navale, Nim, Impiccato, La pista. Piattola, Quadratini, accanto ad altrettanti meno noti o vere e proprie chicche tutte da scoprire.




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